Siamo sopravvissuti senza danni ad un esperimento segreto durato 17 giorni.
Abbiamo spento il frigorifero e abbiamo provato a farne senza come fanno le frigo-free family.
L’esperimento lo abbiamo tenuto segreto perché immaginavamo le critiche amorose che ci avrebbero sommerso e a cui avremmo dovuto rispondere. Un sacco di gente si preoccupa per noi e per la nostra salute. Gente che sarebbe inorridita al pensiero che stessimo vivendo senza frigorifero.
Adesso che siamo sopravvissuti senza traumi, possiamo parlarne con tranquillità.
Ci siamo preparati all’esperimento svuotando il frigo di tutti i cibi deperibili, poi abbiamo cercato di utilizzare prodotti freschi o disidratati (come i fagioli) e di cucinare solo quello che avremmo mangiato in quel pasto. Non abbiamo rimpianto per niente il dover mangiare roba presa dal frigo e riscaldata, ma non sempre sono riuscita a calcolare bene le porzioni. Ieri, per esempio, ho sbagliato le dosi del minestrone e ne e’ avanzato un po’. Lo abbiamo fatto ribollire con il coperchio, in modo da sterilizzarlo, e lo abbiamo lasciato chiuso nella pentola. Oggi lo ribolliamo e stiamo tranquilli.
Non avendo latte, carne e pesce e’ stato abbastanza facile vivere senza frigo. Le verdure non richiedono grandi attenzioni e i cavoli che ci sono in questa stagione durano a lungo a temperatura ambiente. L’unica cosa che ci ha fatto un po’ di muffa e’ stata il parmigiano, che usiamo poco, e le olive, che hanno resistito un paio di giorni ma che poi ci siamo dimenticati di finire (e abbiamo dovuto buttare).
Purtroppo avevamo altre cose che necessitano di conservazione, come dei tetrapack di latte di riso da un litro, che senza il frigo avremmo dovuto aprire e consumare in giornata. A Francesco il dottore ha anche consigliato di mangiare dello yogurt per rimettersi a posto la flora intestinale, abbiamo quindi ceduto (a malincuore) e riacceso il frigo.
Adesso sappiamo che ci basterebbe un frigo ad un solo ripiano, da accendere solo in caso di bisogno. Quando avremo un casa nostra, probabilmente faremo cosi’, più che altro per gli ospiti del B&B, che magari non avranno sviluppato i nostri anticorpi.
Siamo stati affettuosamente definiti “trogloditi” da una delle nostre famiglie di origine, che appena letto di questo esperimento, si e’ premurata di informarsi sul nostro stato di salute.
Stiamo bene. Non siamo ammuffiti. Non abbiamo la cagarella.
Per fortuna che ci vogliono bene lo stesso!