Posted on Lunedì 30 Giugno 2008
Era seduto per terra fuori dal supermercato, esponeva la sua merce su dei cartoni e i prezzi erano scritti col pennarello grosso.
Sembrava un normale venditore ambulante abusivo ma vendeva libri. Libri di fisica e di fantascienza, oltre che di narrativa.
Ho guardato i titoli e non c’era nulla che valesse la pena portarsi a casa. Me ne sono andata chiedendomi se mi sentissi triste a vedere i libri trattati come occhiali cinesi, se mi sentissi allegra a pensare ad un business del libro di seconda mano, in alternativa al macero, o se quel poveraccio stesse vendendo le ultime cose che gli restavano di casa sua. Ancora adesso, a pensarci, non so che impressione mi ha fatto. Agrodolce, direi.





