Posted on Giovedì 27 Dicembre 2007
La ninfa della fermata Campania-Sismondi dormiva da anni. Quando si era addormentata aveva un altro nome, un nome ormai dimenticato da tutti, si svegliò dalla sorpresa di ricevere una piccola offerta.
Provò a ringraziare, ma la voce le uscì rauca. Aveva respirato fumo nel sonno, come se il bosco che circondava il suo giaciglio avesse bruciato per anni senza che mai la pioggia riuscisse a spegnerlo. Si guardò intorno e vide che il bosco era ridotto ad una fila di alberi, le cui radici superficiali erano calpestate da carri di ferro allineati sulla terra smossa. Altri carri di ferro correvano avanti e indietro lungo una strada grigia e polverosa. Si stupì di essere viva.





