Pacifisti col cervello di un piccione

Posted on Domenica 29 Gennaio 2006

[modalita’ polemica on]

L’azione cattolica e’ una manica di persone animate da ottimi propositi (promuovere la pace) che due minuti fa ho insultato per il loro menefreghismo ecologico. Li ho insultati per la loro miopia, per la loro ciarlante superficialita’, per il loro non pensare alle conseguenze di quello che fanno, protetti dalle bandiere della pace.

Siamo nella settimana piu’ fredda dell’anno, i TG martellano su quanto fa freddo, e loro, tutti giulivi, comprano in un negozio riscaldato due colombe e le liberano in segno di pace. Lo hanno fatto ad Arona qualche anno fa, dopo che avevo manifestato loro la mia profonda disapprovazione per un gesto cosi’ stupido. Credo che lo abbiano rifatto oggi, in Piazza San Pietro.

Viva la Pace, dai, compriamo una colomba cresciuta in gabbia, col mangime, in un negozio riscaldato e liberiamola una domenica di gennaio in Piazza San Pietro. E se poi crepa di freddo, vabbe’, pazienza, in qualche modo si arrangiera’, no? Tanto basta che voli via quando le TV stanno filmando. Adesso e’ buio, fa freddo, e la’ fuori c’e’ una coppia di colombe che si sta chiedendo perche’ proprio loro due dovevano finire nelle mani dell’azione cattolica.

Roma e’ piena di piccioni, gli danno anche il mangime con i farmaci sterilizzanti tanto sono messi male i piccioni di Roma… Vuoi che due colombe in piu’ facciano male? Scusi, non capisco, che cos’e’ una immissione di fauna non autorizzata? Come? Abbiamo inquinato il patrimonio genetico dei piccioni di Roma? Ci vuole fare una multa? A noi che siamo pacifisti? No, dai, signora guardia metta un fiore nel suo blocchetto per le sanzioni amministrative.

Un rametto di rosmarino gli metterei io, a quelli, proprio nel … !

[modalita’ polemica off]

Cesca @ 9:33 pm
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Scienza e cioccolato

Posted on Venerdì 27 Gennaio 2006

tavolette di cioccolato biologico

Ci vuole coraggio, dedizione e pazienza quando si decide di consacrare la propria vita alla Scienza. Coraggio di sperimentare sulla propria pelle, dedizione per il metodo scientifico e pazienza, perche’ non sempre gli esperimenti riescono bene.

Due persone di scienza si trovano davanti allo scaffale dei dolci e ad una scelta difficile: una bustina di gocce di cioccolato aromatizzate alla zucca, con soya e uvetta, tavoletta cioccolato fondente con uvetta e nocciole, tavoletta cioccolato fondente 85%, stecca di cioccolato allo zenzero le stanno fissando con fare invitante. Sembrano dire “Prendimi, prendimi!”.

Due persone di scienza, si guardano negli occhi per un millisecondo. Due mani si allungano verso lo scaffale al suono di “Prendile tutte, dobbiamo confrontarle!“.

Cesca @ 7:50 pm
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Carta di credito fai da te

Posted on Mercoledì 25 Gennaio 2006

carta di credito del postbankIn Olanda puoi personalizzare di tutto, anche la grafica della tua carta di credito.

Ci e’ appena arrivata a casa una pubblicita’ che dice: “Lascia vedere chi sei: personalizza la tua carta di credito”.
Sul sito della posta c’e’ un link al “camerino di prova” (de paskamer ma serve Flash7 per accedervi) dove puoi fare le prove di come starebbero le foto delle vacanze o della morosa sulla tua carta di credito. Ci puoi mettere anche un testo (sono diabetico, se mi trovi a terra svenuto chiama una ambulanza…). Insomma, proprio quello che vuoi.

Tu scegli tutto, paghi (on line, ovviamente!) 10 Euro e in una settimana ti arriva a casa la nuova carta di credito. Se ti stufi della foto delle vacanze o se cambi ragazza puoi rinnovare la carta di credito tutte le volte che vuoi, a loro basta che tu continui ad usarla e a pagare il servizio.

Cesca @ 2:58 pm
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Test per immigrati

Posted on Martedì 24 Gennaio 2006

L’appuntamento era alle 9, scritto in grosso ed evidenziato da due linee bianche sopra e sotto. Poi, in piccolo e nascosto nel testo, era scritto di presentarsi con un quarto d’ora di anticipo. “Ok, e’ un test di lingua che inizia ancora prima di avere in mano i fogli delle prove” mi sono detta. Ci hanno chiamato alle 9:15. Aspettavamo tutti da mezz’ora.

La sala d’aspetto era piena di signore sulla cinquantina con foulard, meta’ delle quali accompagnate da un uomo. Le donne musulmane qui non si tolgono il velo, che sta sopra il cappotto, quando entrano in un locale pubblico. Avevo una compagna di scuola turca che seguiva tutte le lezioni con il cappotto. 4 ore di fila, tutti i giorni.
Ho capito di avere dei preconcetti nei loro confronti quando mi sono stupita di sentirla raccontare che, durante le pause tra gli esami di farmacia, andava a sciare sulle Alpi. Non era ne’ povera, ne’ ignorante, ne’ segregata in casa.

Prima di iniziare le prove ci hanno offerto te’ o caffe’. Io ho estratto la mia tazza e ho selezionato “cioccolata”. Adoro questa abitudine di bere cose calde negli uffici pubblici, anche durante un appuntamento di lavoro o, in questo caso, un esame.

Il test e’ composto di 4 prove. Stamattina ho fatto gli orali (comprensione di una cassetta e risposta a domande da registrare su cassetta). Domani gli scritti.
Le domande erano basate su situazioni quotidiane: che cosa dici alla polizia per lamentarti del rumore di una discoteca, come chiedi al tuo vicino di spostare gli scatoloni dal pianerottolo perche’ ci devi far passare un divano, come reagisci alla decisione della tua compagnia di obbligare i dipendenti a fare due ore di sport alla settimana. Nulla di politico, nulla di religioso, nulla di (grammaticalmente) troppo semplice.

Cesca @ 1:20 pm
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Torta pere e cioccolato

Posted on Lunedì 23 Gennaio 2006

Torta pere e cioccolatoIl bancone dei dolci del Bijnkorf era affollato sabato mattina. Rimanevano solo due torte pere e cioccolato a disposizione dei clienti. Luccicanti di glassa, con un cestino di piccole pere candite per decorazione.

Un signore con il cappotto blu chiese la prima. La commessa gliela incarto’ in una scatola nera, molto elegante. Nel frattempo due ragazzi sui 18 anni stavano decidendo che torta prendere per una festicciola. “La torta di pere e cioccolato sembra buona” disse uno dei due.

“Spiacente” si inseri’ nel discorso una signora con qualche capello grigio e l’accento straniero che aspettava il suo turno “…ma io prendero’ l’ultima torta pere e cioccolato. Non so se ce ne sono altre, ma l’ultima e’ mia.” Sorrideva mentre lo diceva, un pochino dispiaciuta, ma decisa.

Quando la commessa chiese al ragazzo che cosa volesse lui era ancora perplesso. Dopo un attimo ordino’ una saker.

La signora, poco dopo, si porto’ via, sorridendo, l’ultima torta alle pere e cioccolato. Forse i due ragazzi le erano passati avanti nella fila. Forse il suo olandese non era ancora perfetto. Forse erano stati i capelli grigi a fare colpo. Impossibile saperlo. L’unica cosa che contava era la felicita’ di tornare a casa con l’ultima, deliziosa, torta alle pere e cioccolato della giornata.

Cesca @ 1:03 pm
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Spegni la candela!

Posted on Sabato 21 Gennaio 2006

Presto! Spegni la candela! Presto!

La fiamma era di trenta cm; bella, robustosa e forte come dovrebbe essere una fiamma degna di questo nome. Sotto la fiamma c’era una candela di compleanno in fìeri, totalmente sciolta. Sotto la candela un pentolino. Sotto il pentolino il fornello acceso.

Lei era nella stanza accanto, intenta a scartare il suo regalo di compleanno, quando un vago odore di cera e una altrettanto vaga nebbiolina invasero la sala. Cielo! La candela sul fuoco!!!!

Due provette GEV, con tanto di corso di protezione anti-incendio boschivo, entravano in azione, coordinandosi come solo una coppia affiatata sa fare. Lei copre il pentolino con una ciotola, per togliere ossigeno alla fiamma. Lui spegne il fornello.
Lei indossa un guanto da cucina e sposta il pentolino dal fornello, lui indietreggia per farla manovrare in sicurezza.

Lei rimuove la ciotola e immediatamente la cera riprende a fiammeggiare con vigore, avendo raggiunto la temperatura di autocombustione. Lui tappa il lavandino e lo riempie d’acqua fredda, lei vi deposita il pentolino, lo copre con un foglio di alluminio e lo blocca per precauzione. Lui chiude le paratie e arieggia il locale. Lei torna a finire di scartare il regalo appena consegnato dal postino. Lui torna a parlare con il computer.

Giornata emozionante per gli eroi di “Famiglia sostenibile”.

PS. Le candele si sciolgono meglio a bagnomaria. :-)

Cesca @ 11:13 pm
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Sbronza da Blog

Posted on Venerdì 20 Gennaio 2006

Ieri ho goduto un monento di gloria spettacolare.
C’entrano Internet, il giornalismo, gli ideali e i blog.

Il post sul panettiere di Altamura che fa chiudere McDonald’s (Epimenide, grazie, grazie e ancora GRAZIE!) ha avuto 198 commenti su LiberoBlog. Alla fine la gente si stava romanticamente invitando a cena a vicenda.
Lo stesso post su Ecoblog ha segnato il mio record personale e contribuito a sfondare il record di visite assoluto (insieme ad un dito medio contro i suv, grande fratello per le tigri, la strage delle balene e l’ecoturismo in Senegal, tutti ripresi da LiberoBlog e le stufe a pellets, che tirano sempre!).

Insomma, ieri un fottio di persone mi hanno letto, commentato e qualcuno (pochi) mi ha anche insultato.
Ho passato tutto il giorno com mille tab aperti, controllando le statistiche che schizzavano alle stelle, a sera ero dorgatissima. Adesso ne voglio ancora. Voglio imparare a scrivere, voglio avere idee intriganti, voglio raggiungere un sacco di persone, voglio dei feedback!
Aaaaahhhh, che tensione, che goduria, che paura ad essere sulla cresta dell’onda!!!!

Cesca @ 12:21 pm
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Ho sposato un mormone :-)

Posted on Mercoledì 18 Gennaio 2006

Me lo avevano detto di stare attenta ed avevano ragione: Francesco, lentamente, ma costantemente, si sta portando sempre di piu’ verso il “fondamentalismo”. Lui la chiama coerenza, per alcuni i suoi comportamenti sono un po’ estremi. (Dopotutto e’ solo vegetariano con tendenze vegane, pacifista, cattolico di sinistra…).
Io sono innamorata di lui, quindi anche quando fa cose che sembrano “stranine” non mi spavento. Pero’ ieri sera, prima di addormentarsi, mi ha detto una cosa che mi ha fatto suonare un campanello di allarme:
“Vedi Cesca, dovremmo cominciare a mangiare pane raffermo. Il pane fresco, appena uscito dal forno, e’ morto. Invece, dopo un po’ di tempo, che so, un giorno, due, magari anche una settimana, il pane torna vivo.”

“Cielo” ho pensato “… questo qua mi sta per diventare biodinamico…” . Mi sono girata verso di lui e gli ho detto, cercando di tenere a freno l’ironia: “Caro, dopo una settimana sul pane si formano le muffe, altro che vivo! Dopo un mese il pane cammina pure da solo!”

Al che Francesco mi ha mostrato tutto serio il libro di alimentazione naturale che stava leggendo che, a pagina 23, dice testualmente: “Il pane integrale non andrebbe mangiato prima di 24 ore dopo l’uscita dal forno: infatti i lieviti in esso contenuti cominciano a vivere solo trascorso questo periodo di tempo. E’ buona norma abituarsi a mangiare pane raffermo (alcuni igienisti lo lasciano stagionare anche 10/20 giorni prima di consumarlo).” Non vi cito il libro per non propagandare ulteriormente queste idee sovversive (ma se lo chiedete in prestito a Cesco con tutta probabilita’ ve lo da’).

Per quel che ne so di biologia il passaggio in forno dovrebbe lasciare ben poche speranze ai lieviti del pane e la permanenza in atmosfera offre spazio alla colonizzazione del pane da parte di muffe e funghi le cui spore si trovano nell’aria. Le muffe del pane sono TOSSICHE Assumere penicillina a cuor leggero non mi sembra sensato, per cui penso che dovro’ vietare questa pratica al mio amato marito e non mi interessa sapere che “altri” lo fanno e vivono felici. Non mi interessa e non si fara’ punto! :-)

Cesca @ 3:37 pm
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