Incidente diplomatico

Posted on Venerdì 28 Ottobre 2005

Ieri sera ho quasi offeso Wilson invitandolo a cena.

Premetto che Wilson e’ brasiliano e che e’ una delle poche persone che passa a salutarci senza appuntamento e senza preavviso (cosa che qui gli indigeni non si sognerebbero mai di fare). Ieri pomeriggio era passato a trovarci e, visto che si stava avvicinando l’ora di cena, gli ho chiesto se voleva fermarsi a cena.

Nel farlo mi sono presentata in sala con una bella zucca arancione in mano (che poi ho trasformato in torta salata con spek, rosmarino, mandorle e semi di zucca… una delle migliori che abbia mai fatto!). Wilson ha accettato.

Piu’ tardi, durante la cena, Wilson mi ha spiegato che in Brasile le zucche sono comunissime e, di solito, si usano come cibo per i maiali.
In piu’, quando si vuole far capire ad un ospite che la cena e’ finita e che e’ ora di andarsene, si porta in tavola una zucca cotta che significa “non abbiamo piu’ nulla da darti, a parte il cibo dei porci“. In pratica gli ho dato dell’ospite sgradito e del porco nello stesso tempo! :-)
Lui, ovviamente, non si e’ offeso, ma e’ stato divertente quando ce lo ha spiegato.

A furia di frequentare gente che viene da ogni parte del mondo impareremo le “buone maniere internazionali”, ma fino a quel momento dovremo confidare nella comprensione dei nostri amici!

Cesca @ 10:17 am
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Volontario per assaggio

Posted on Giovedì 27 Ottobre 2005

Cercasi urgentemente volontario per risolvere problema scientifico/culinario.

Il problema e’ che ho disegnato una coppia di farfalle per il mio libro sugli gnomi e ho scelto una specie (Lycaena dispar) i cui maschi sono rossi e le femmine gialle.
Fin qui tutto ok.

disegno di Lycaena dispar

Adesso pare che il rosso e il giallo siano comunemente usati in natura come segnali di disgusto.
Gli animali che portano questi colori producono delle sostanze sgradite ai predatori e li “addestrano” a riconoscere il sapore sgradevole facendoglielo associare a questi colori. La strategia funziona meglio se tutti le specie che producono sostanze sgradevoli adottano lo stesso codice cromatico. Un uccello, dopo aver assaggiato alcuni insetti rossi di diverse forme e averli trovati tutti cattivi, evitera’ in generale gli insetti rossi.

Le ricerche che ho letto dicono che nelle specie che adottano questa strategia il dimorfismo sessuale e’ molto raro. Per massimizzare la velocita’ di apprendimento di un predatore e’ piu’ conveniente che maschi e femmine si assomiglino.

Puo’ allora essere che le mie farfalle non abbiano veramente un cattivo sapore, me che si limitino a imitare i colori di quelle cattive, per godere della loro reputazione. In questi mimi il dimorfismo sessuale e’ accentuato.

Il mio problema e’ adesso di trovare un volontario disposto ad assaggiare una di queste farfalle per risolvere il mistero. Lo farei io, ma qui al nord le farfalle stanno gia’ svernando, mentre in Italia dovrebbero ancora svolazzare nei prati umidi.
Fatevi avanti, miei prodi! :-)

Cesca @ 11:09 am
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Nuovo contratto immigrati

Posted on Mercoledì 26 Ottobre 2005

L’ho firmato oggi all’ufficio immigrazione.
Il contratto e’ semplice: loro mi fanno accedere ad una sala piena di computer e io prometto di usarli per prepararmi all’esame di stato di “olandese come seconda lingua”.

(Se fossi un Noker… :-) )

Questo e’ il terzo contratto che firmo.
Il primo e’ andato a vuoto perche’ a ottobre 2002, quando ho fatto la richiesta di essere integrata nella societa’ olandese, si dimenticarono di dirmi che serviva anche il permesso di residenza. Se ne ricordarono 10 mesi dopo. (Ma questa e’ una storia lunga e ve la raccontero’ un’altra volta).

Con il contratto 2004-2005 ho avuto gratis 600 ore di corso di lingua in un istituto dell’Universita’ di Utrecht. Credo che con le difficolta’ economiche, che anche qui in Tulipanolandia si stanno facendo sentire, ai prossimi immigrati non sara’ offerta questa possibilita’. Ad un italiano che volesse seguire i corsi che ho frequentato io serviranno 2.400 Euro. Circa.

Inizio a frequentare la settimana prossima.
Nuovo giro, nuova corsa!

Cesca @ 9:50 am
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Carrube

Posted on Lunedì 24 Ottobre 2005

La carruba e’ entrata nella nostra vita da un paio di settimane. Adesso a colazione e’ una goduria per me spalmarmi una fetta di crema di carrube sul pane, dopo quasi un decennio di astinenza dalla Nutella.
La crema di carrube e’ scura, densa e gustosa. Ci prepariamo anche una bevanda calda a base di carrube, ma non c’e’ confronto con il piacere della crema da spalmare.

carrube

La carruba (Ceratonia siliqua) e’ un legume arboreo che in Italia cresce nel Gargano e in Sicilia, in luoghi sassosi e vicino al mare. Nel bacino del Mediterraneo si trova in Spagna, Egitto e Turchia.

Io sapevo che le mangiavano solo gli asini, ma mi sono ricreduta. (Oppure sono diventata un’asina senza accorgermene!).
La prova che la mangino anche i cristiani e’ che il nome inglese (St. John’s Bread) si rifa’ alla leggenda secondo cui San Giovanni se ne nutriva.
Anzi, pare che il nome locale delle carrube fosse “fagioli delle locuste” perche’ le locuste se ne cibano. Pare quindi possibile una doppia traduzione e San Giovanni Battista, durante la sua permanenza nel deserto, potrebbe essersi nutrito di locuste o di carrube. Magari si spalmava la crema sul pane come facciamo noi a colazione.

@ Federica: grazie per averci fatto scoprire la crema di carrube: e’ spettacolare!
@Cesco: valori nutrizionali della carruba

Cesca @ 6:31 pm
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Lenzuola no-global

Posted on Domenica 23 Ottobre 2005

Stamattina, mentre cambiavo le lenzuola stavo pensando ai no-global.
Mi e’ venuto in mente che probabilmente la maggior parte delle ragazzine con l’arcobaleno disegnato su una guancia non hanno mai dovuto comprare un set di lenzuola all’estero.

Qui in Olanda hanno i cuscini quadrati, per cui se compri localmente un set di lenzuola ci trovi incluse le federe quadrate.
Far entrare un cuscino italiano rettangolare in una federa quadrata olandese non e’ facile. Come non lo sarebbe per un cuscino cilindrico francese.

Le ragazzine arcobaleno mi direbbero “adattati ai costumi locali”. A me verrebbe da rispondere “dormici tu con un sacco di piume che nemmeno se lo pieghi in 4 raggiunge uno spessore decente!” Ma cosi’ finiremmo per accapigliarci e a me non va di ritrovarmi i vestiti stampigliati di arcobaleni… :-)

Io avevo una libreria Ikea in Italia, mio marito aveva una libreria Ikea in Olanda. Quando abbiamo iniziato a vivere insieme le abbiamo collegate in un unico pezzo e sono sicura che se ci muoveremo in Spagna troveremo pezzi per allargarla. Grazie alla globalizzazione.
Se ci fosse uno standard ISOqualcosa per le librerie la cosa funzionerebbe lo stesso. Ma l’ISO noc c’e’ e Ikea ne ha preso il posto.

Hanno ragione i no-global a voler proteggere la biodiversita’ culturale e bla, bla, bla… ma devo ammettere che da quando alcune cose si sono globalizzate la vita per noi migranti si e’ semplificata. Sono disposta a discutere sui dettagli, ma non mi sento assolutamente di rifiutare la globalizzazione in blocco.

Cesca @ 11:06 pm
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Un mondo felice dopo la pandemia

Posted on Venerdì 21 Ottobre 2005

Leggevo qualche giorno fa, sul blog del contadino, alcuni consigli per non ammalarsi: vivere in modo sano, dormire abbastanza, … fatti che hanno un effettivo riscontro medico: il sistema immunitario delle persone sane e felici e’ in grado di reagire meglio di quello delle persone tristi e stressate.

Se davvero ci sara’ la pandemia mi sembra logico che la fetta di popolazione piu’ sensibile (i poveri e gli stressati) sara’ la piu’ colpita.
Se la malattia dovesse essere letale, in un primo momento la composizione della popolazione colpita dovrebbe variare a favore della gente “benestante” sia economicamente che psichicamente.

Questo porterebbe ad un mondo di “sopravvissuti felici” se non ci fossero legami e interazioni sociali che “intristiscono per empatia”.
Ecco che in un secondo momento anche chi prima era scampato al contagio, a furia di vedere amici e parenti ammalati, perde lo scudo del benessere psicologico.
Ecco perche’, durante la peste, Petrarca fa ritirare gli autori dei racconti del Decameron in campagna, tra amici sani, cercando di dimenticare quello che infuriava in citta’.

Questo e’ quanto ci insegna la storia. Se esistono altre soluzioni e’ tempo di ragionarci su. Io, per sicurezza, penso di conservare le battute sceme che io e Cesco diciamo la mattina a colazione. Le mettero’ “sotto spirito”! :-)

Cesca @ 12:47 pm
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Dolcetti del Ramadam

Posted on Giovedì 20 Ottobre 2005

Nel mio ultimo corso di olandese c’erano tre turchi, due uomini ed una ragazza. Tutti simpatici.

Ieri era l’ultimo giorno, ci hanno dato i risultati, (promossa anche stavolta! Yuppi! :-) ) e ci siamo fermati a chiacchierare un pochino nella mensa dell’istituto.
L’idea originaria era di andare a mangiare insieme, ma loro sono in pieno Ramadam e non possono.

Cioe’, la ragazza (Didem) non ne avrebbe fatto un problema, ma Memmeth e Arhoun sono praticanti. Arhoun ha studiato teologia e Memmeth faceva il maestro in una scuola araba.
Percio’ avevamo rinviato al mese prossimo.
Uno di loro (Arhoun) mi ha portato lo stesso una vaschetta di dolcetti al miele che per loro sono tipici del Ramadam.

dolcetti del ramadam

Sono proprio da leccarsi le dita e non solo perche’ grondano miele, ma perche’ l’esterno e’ croccante mentre l’interno dolce e pastoso. Una goduria!

Non ho idea di come si chiamino, ma se li vedo li ricompro di sicuro!

Cesca @ 9:59 am
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Il concubano ci lascia

Posted on Mercoledì 19 Ottobre 2005

Nella vita di Manuel sono cambiate parecchie cose nell’ultimo mese, per la maggior parte belle: si e’ dottorato, ha trovato un nuovo lavoro, ha scoperto quanto possono far male i denti e tra poco andra’ a vivere con la sua ragazza.
Non sara’ piu’ il nostro concubano (ma ci consoliamo sapendo che finira’ in buone mani: sara’ il concubano di Minne!)

Come sara’ la nostra vita senza di lui e senza Alexi? :-(
Senza vederla sculettare prima di fare un agguato ad un turacciolo?
Senza dover resistere ai suoi tentativi di ammaestrarci a giocare ad acchiappafilo?
Senza vederlo ridere alle battute di sit-com il cui livello linguistico era al di sopra della nostra comprensione?
Senza le sue brioches mattutine?
Senza le sue bici, immancabilmente dal manubrio enorme?
Senza la sua vocina che diventa melensa quando legge le nostre avventure nel blog, specialmente “famiglia sostenibile”?

Di certo ci mancheranno entrambi.
A dire il vero ci manca gia’, visto che lo vediamo solo ogni tanto, (passa a casa quasi lo stesso tempo che Lorenzo passa dai miei, per quelli che sanno a che cosa sto alludendo!)

Speriamo che continui a farsi sentire e a commentare la nostra vita, perche’ lo faceva con amicizia anche quando ci diceva cose che non volevamo sentirci dire (a me ha fatto smettere di guardare le statistiche di un sito che non potevo piu’ gestire, che mi stavano avvelenando la vita!)

Quasi quasi stavo pensando di mettergli un chip sottopelle con il nostro indirizzo, cosi’ se lo trovano denutrito o maltrattato per strada ce lo riportano… :-) Scherzavo, scherzavo! Non ce sara’ bisogno… Manuel bada a se’ stesso da piu’ tempo di noi e va a stare con una brava ragazza, …

…pero’ se lo avvistate datecene notizia lo stesso… ok?

Cesca @ 10:01 am
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