Fortenmaand

Posted on Martedì 30 Agosto 2005

Ovvero il mese dei forti olandesi aperti al pubblico, come spiegato nel sito della manifestazione: Fortenmaand
Per tutto settembre un sacco di fortini saranno animati da mostre, ricostruzioni storiche e le ormai immancabili mostre didattiche sulla pace.

Utrecht si trova sulla Nieuwe Hollands Waterlinie, che era la linea di difesa del confine olandese, punteggiata di fortini e canali, con un sistema di allagamento delle campagne circostanti teso a paralizzare i movimenti delle truppe nemiche .
La linea di difesa non e’ che sia servita a molto… i tedeschi non si sono nenanche accorti che esisteva, quando hanno invaso i Paesi Bassi nell’ultima guerra.

Intorno ad ogni fortino c’era un’area in cui erano vietate le costruzioni perche’ serviva avere spazio e visuale per tirare di cannone. Nella fascia piu’ esterna era possibile costruire solo case di legno e la legge ne autorizzava la demolizione immediata in caso di guerra.

Oggi i fortini sono circondati da aree ancora abbastanza naturali (visto che non ci si poteva costruire) per cui la linea di difesa costituisce una sorta di gigantesco corridoio ecologico che taglia il Paese da Nord a Sud. Ovviamente percorsa da itinerari ciclabili.

Cesca @ 11:13 am
Archiviato in: SPQO: sono pazzi questi Olandesi!
Fonte della giovinezza

Posted on Venerdì 26 Agosto 2005

Inizio a raccontarvi delle meraviglie che abbiamo visto questa estate, a cominciare dalla fonte della giovinezza, a Karlsrhue, in Germania.

Ci siamo arrivati per caso, visto che dovevamo aspettare 5 ore per la coincidenza dei treni. Con gli zaini in spalla, senza una cartina, senza documentazione e soprattutto, senza cena, ci siamo messi a girellare per la citta’, fino a trovare una fontana “quadridimensionale”, stando a quanto riportato dall’etichetta.

fonte della giovinezza

Nella foto ne vedete meta’: la pecora entra da un lato, e dall’altro esce un agnellino. La ragazza che sta uscendo era, (prima, dall’altro lato) una vecchia grinzosa.

Io e Francesco non abbiamo bevuto. Non siamo ancora usciti dall’infanzia e abbiamo entrambi passato i 30, figurarsi se qualcosa potesse farci ringiovanire ancora! :-)

Cesca @ 10:17 am
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Microbi di peluches

Posted on Giovedì 18 Agosto 2005

Ciao a tutti,

scusatemi per la lunga assenza, ma in questi giorni sto disegnando e scrivendo a tempo pieno.
Ho trovato però una chicca a cui non riesco a resistere: i peluches microbici!

Ci sono i più famosi, dal virus del raffreddore a ebola.

Buone vacanze a tutti!

Cesca @ 2:05 pm
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Busti di papi

Posted on Lunedì 15 Agosto 2005

Mi stavo quasi dimenticando di raccontarvi di un ragazzo spettacolare che abbiamo incontrato in treno! Di lavoro fa lo scultore e si è specializzato in busti di papi che vende alle alte sfere ecclesiastiche.

Da quello che ci ha raccontato pare che chi voglia farsi ricevere dal Papa, pur di avere un’udienza privata in cui farsi fare delle foto “prestigiose”, commissioni un busto da portare come motivo della visita.
Il papa è l’unica personalità a cui non sia considerato sconveniente offrire in dono un busto in marmo mentre è ancora in vita. Agli altri vip si preferiscono altri regali. Ai politici, ai cantanti, ai calciatori e simili si offrono quadri, non busti.

Questo ragazzo (di cui mi sono segnata il nome su un quaderno che adesso Francesco si è portato alla Giornata della Gioventù e che prima o poi vi dirò), dice che per tenere una statua in casa devi avere come minimo un palazzo. I ricchi e famosi hanno la villa, ma in una villa, al massimo, metti una fontana in giardino, dove dei nani da giardino si aggirano furtivi…
Per il borghese medio il busto in marmo è anche un pochino lugubre… per cui non c’è mercato in quel campo. In Italia la famiglia reale è rientrata da poco e dopo il lungo esilio non vi sono più molti disposti a pagare uno scultore per un busto in marmo da regalare loro. Tra gli alti prelati, invece, c’è un buon commercio di queste cose.

Il problema dello scegliersi il cliente giusto è che il Vaticano è ormai pieno di omaggi del genere, perciò lo scultore rischia di vedere esposto il suo busto in qualche parrocchia di provincia. L’artista astuto e lungimirante si sceglierà un cliente influente, a cui non si può fare lo sgarbo di non esporre il dono in una sala adatta… e la gloria è così assicurata nella città eterna!

Cesca @ 9:10 am
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Depressione

Posted on Domenica 14 Agosto 2005

Premetto che sono felice e che mi manca il sintomo principale della depressione, che è la mancanza di entusiasmo per il futuro, così state tutti tranquilli, nonostante il titolo. :-)

Ieri mi hanno prospettato la possibilità di lavorare in un parco archeologico e ci ho sognato sopra tutta la notte. Potrei fare mille cose spettacolari in un villaggio dell’età del ferro a cominciare dal vestirmi con fibbie e mantelli, fino al lavorare la creta, il feltro e quant’altro davanti ad un pubblico. Potrei divertirmi da matti anche a zappare l’orto (biologico) con arnesi di pietra, potrei organizzare Giochi di Ruolo belli da schiattare e mi piacerebbe anche pensare ai gadget per il negozio dei souvenir… per non parlare delle PR… !!!
Se mi prendessero penso che farei un festone a base di brunello di Montalcino! :-)

Comunque, per altri motivi stavo facendo una ricerca sulla depressione è ho letto un paio di cose che vorrei dividere con voi:

Fra i fattori di rischio per la depressione c’è, per gli uomini, la mancanza di un legame sentimentale: i celibi, i vedovi e i separati soffrono di depressione più degli uomini sposati.
Nelle donne, invece, è l’esatto contrario: le sposate sono più depresse delle single. E fra le donne coniugate, le più depresse sono quelle con figli.

Vi sono alcune evidenze che il matrimonio può in qualche misura proteggere contro lo sviluppo della depressione nell’uomo e nella donna se compiti come la cura dei bambini ed i mestieri domestici sono ripartiti e condivisi. Le donne disoccupate che rimangono a casa a curare i bambini sono statisticamente a maggior rischio per la depressione.

Cesca @ 1:53 am
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Mozzarella italiana

Posted on Giovedì 11 Agosto 2005

“Buongiorno, vorrei due mozzarelle.”

Quattro parole semplici semplici, costruzione della frase banale, significato palese. Voglio 2 mozzarelle.

E allora perchè mi date (e mi fate pagare!!!!):

  1. due mozzarelle
  2. due sacchettini di carta da mozzarella
  3. un sacchetto di plastica
  4. un pacchetto di alluminio
  5. un altro sacchetto di carta

??????????????????????

Capisco che il caseificio voglia farsi pubblicità e che confezioni le mozzarelle in buste dove può stampare sopra l’allegra faccia da mucca delle sue lavoratrici.
Poi, per far credere che le sue mozzarelle siano più fresche di quelle confezionate nelle bustine di plastica, le mette a mollo in una bacinella di liquido indefinito nel banco della gastronomia, con una bustina di carta “traspirante”.

Quelli del banco gastronomia ti danno le mozzarelle, pescandole fresche fresche, e le mettono in un sacchetto di plastica dove potrebbero benissimo attaccare lo scontrino. Ma non lo fanno.

Ci mettono intorno un bello strato di alluminio. (Per perdere tempo e darti la sensazione gratificante del “stiamo lavorando per voi”? Per dare alle tue mani la sensazione di freschezza visto che l’alluminio è un buon conduttore di calore - ma facendo sì che le mozzarelle si riscaldino prima del normale? - Per fare rumore quando spacchetti le mozzarelle? Bho! )

Poi ci mettono il sacchetto di carta del supermercato, così quando porti in tavola la roba tutti i commensali vengono esposti alla pubblicità ancora una volta.

Ma che mi devono proprio far su come fossi cretina? Mi fanno perdere tempo, mi rintronano di pubblicità e per giunta devo anche pagare il loro tempo di lavoro, i materiali di imballaggio e la tassa sui rifiuti ??? !!!

Ribelliamoci! La prossima volta che cercano di farvi pagare lo spettacolino della commessa che vi fa su le mozzarelle chiedete almeno che lo faccia ballando e cantando! :-)

Cesca @ 11:24 pm
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Stelle cadenti

Posted on Mercoledì 10 Agosto 2005

Le nuvole sono arrivate a mezzanotte, quindi ci hanno lasciato due orette discrete di tentativi. :-)
Stasera è previsto cielo nuvoloso esattamente nella nostra provincia (e non nelle altre delle due regioni confinanti!)

Ci siamo armate di sdraio, poncho impermeabile e asciugamani (che tengono meno caldo di una coperta ma si asciugano meglio il giorno dopo!). La protezione contro il freddo, l’umido e le zanzare è indispensabile. Utilissima una felpa con cappuccio per tenere i capelli asciutti e le zanzare un pochino fuori portata.

Secondo me la posizione migliore è stesi a terra, in modo da vedere la maggior parte di cielo senza sforzare il collo. Indispensabile è avere un telo di plastica sotto e, magari, uno sopra, per non farsi inzuppare dalla rugiada.

Il problema è stato che quando vedevamo una stella perdevamo secondi preziosi ad indicarla puntando alla scia “… là, là, là ce n’è una!” invece di esprimere il desiderio. Io personalmente ne ho sprecate in questo modo parecchie… alla fine della serata ho espresso solo 4 desideri. Spero di averli scelti oculatamente… :-)
Abbiamo elaborato dei sistemi per ottimizzare la cosa: spero vi possano essere utili stanotte!

Ripetere mentalmente una frase (io usavo solo le parole chiave), per essere pronti al passaggio della scia. Funziona bene quando si è da soli, ma già in due è difficile pensare una cosa e sostenere una conversazione su argomenti diversi (se parli del desiderio rischi che non ti si avveri!)

Siamo arrivati ad ipotizzare un sistema meccanizzato di registrazione sonora del desiderio da preparare in anticipo, seguito da una accelerazione del suono (effetto simile alle avvertenze nelle pubblicità dei medicinali “leggere-attentamente-il-foglio-illustrativo -può-avere-effetti-collaterali -in-caso-di-diarrea-consultare-il-medico), in modo da poter premere il pulsante del registratore alle prime avvisaglie di stella cadente.

Alla fine abbiamo deciso di usare degli acronimi per sveltire l’emissione del desiderio, dettagliando le modalità di realizzazione al massimo possibile. (Il destino è astutamente maligno e a volte ti piglia alla lettera e ti propina cose che tu non volevi!)

Andrea sostiene che si possano esprimere desideri anche passando per caso sotto un ponte ferroviario, nel momento in cui passa il treno.

Cesca @ 10:47 am
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Stelle e desideri

Posted on Martedì 9 Agosto 2005

Ho sempre pensato che la notte dei desideri, quella in cui cadono le stelle, servisse da momento di controllo per i buoni propositi formulati il primo gennaio.

Circa 7 mesi dopo si puo’ fare un bilancio di che cosa si e’ riusciti a raggiungere. Per gli obbiettivi mancati si puo’ ancora esprimere un desiderio. Magari con una botta di fortuna e un aiutino da cielo si fa ancora in tempo, prima di trovarsi al capodanno successivo a riscrivere, con parole forse piu’ mature, l’elenco dell’anno prima.

Speriamo che il cielo sia limpido, che la mia lista e’ lunghetta! ;-)

Cesca @ 9:58 am
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