Pausa celtica

Posted on Lunedì 27 Giugno 2005

Carissimi lettori,

vado in vacanza (in montagna, indietro nel tempo) per qualche giorno.

Se ce la faccio (cosa che dipende da quanto saremo brasati la sera e dalla connessione Internet che riusciremo a trovare in mezzo ad un bosco) metteremo le foto on line nella mia gallery direttamente da lassu’.

Ci vediamo il prossimo 5 luglio!

Ciao!

Cesca @ 2:48 pm
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Lampioni e mulini di Utrecht

Posted on Sabato 25 Giugno 2005

Non siamo andati in caccia di “lucciole”, se e’ a questo che le vostre menti maliziose stanno pensando!

Tutti i lampioni che fiancheggiano l’Oudegracht e il Nieuwegracht hanno una placca a bassorilievo al piede con raffigurato qualcosa di tipico di quel posto.

bassorilievo di un mugnanio

Questo qui raffigura un mugnaio.

I mugnai scolpivano le scanalature (che servono a guidare il macinato fuori dalla mola) di notte, o in stanze buie oscurate con tende molto spesse, perche’ con poca luce si vedono meglio le ombre e i particolari della pietra.

I mulini olandesi vanno principalmente a vento e usano la sua forza motrice per varie applicazioni, tra cui macinare cereali, segare legame, e, ovviamente, spingere l’acqua verso il mare.

I mulini erano di solito posizionati sul perimetro cittadino per sfruttare meglio il campo vento senza le turbolenze provocate dalle case, dalle chiese che ci sono in citta’. I tetti delle vecchie citta’ olandesi sono quasi tutti alla stessa altezza sia per ragioni di stabilita’ strutturale (sul fondo sabbioso non si possono costruire edifici troppo alti!) sia per non perturbare il campo di vento necessario ai mulini. Era anche comodo portare al mulino la roba da lavorare (cereali, legname e altro) via acqua, usando il canale difensivo che circondava la citta’.

In tempo di guerra i mulini a vento venivano sostituiti da bassi mulini a cavalli, perche’ quelli a vento, che svettavano sopra i tetti delle case, erano presi di mira dalle catapulte degli asedianti come primo obbiettivo, per affamare la citta’.

Cesca @ 10:34 am
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Il Canale Vecchio

Posted on Venerdì 24 Giugno 2005

Oggi mi scappa un post turistico sul Canale Vecchio di Utrecht, detto in lingua indigena Oudegracht.
Fu scavato 600 anni fa (nel 1400, ben 200 anni prima dell’eta’ d’oro dei mercanti olandesi) e taglia il centro citta’ da nordovest a sudest.

I mercanti che avevano i negozi in citta’ volevano poter arrivare in barca direttamente alle loro cantine. Visto che gia’ avevano i soldi per farlo si sono fatti scavare un canale, prendendo l’acqua necesaria dal Singel, il canale difensivo che dal 1100 circondava la citta’ e che collegava il Reno e il Vecht.
Mi immagino le lotte di potere per avere il canale di rimpetto al proprio negozio e non esattamente sotto (cosa che richiedeva la distruzione del negozio per dare spazio al canale!). :-)

Oudegracht Utrecht, canale con ristoranti.

Adesso parte dei magazzini sono stati trasformati in ristoranti e ci si puo’ accedere da diverse scale. Le scale che scendono perpendicolari al canale hanno una specie di ringhiera bianca in fondo, per evitare che chi dovesse scivolare finisca in acqua. Quelle parallele al canale non hanno balaustra.

Come potete vedere dalla foto mancano le balaustre protettive a bordo canale. Di solito non succede, ma talvolta la gente finisce in acqua. E’ successo ad una nostra amica lo scorso anno, scivolando sul ghiaccio mentre andava in bicicletta. Lei sapeva nuotare, la bici no.

Cesca @ 10:25 am
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Iniziata la corsa di avvicinamento

Posted on Giovedì 23 Giugno 2005

Celtica si avvicina sempre piu’. Comincio a sognarmela di notte!

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Capo Oro: Capo Bardo qui Capo Oro. Iniziamo la corsa d’attacco.
Capo Bardo: Ricevuto, Capo Oro.
Capo Oro: Dirigiamo verso lo stand bersaglio.

Bardo 2: La zona da allestire è larga due metri soltanto. E’ impossibile, anche per un computer.
Bardo 5: Ma no, non è impossibile. Io a casa incollavo di gnomi e draghi dal mio stand 3×2, e li finivo. E sono poco più di due metri.

Ufficiale Imperiale: Abbiamo contato trenta bocia ribelli, Darth Vader, ma sono così piccoli che sfuggono ai nostri turbolaser.
Darth Vader: Dovremo intrattenerli uno per uno. Mandi gli gnomi in caverna.

Capo Bardo: Siamo in posizione. Porto dei draghi di gommapiuma, così attiro la loro attenzione.
Bardo 2: Fuoco intenso, capo, 23 gradi.
Capo Bardo: Lo vedo. Tienti basso.
Bardo 5: Ho tre bocia imperiali alle spalle, massima potenza ai deflettori posteriori.

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Di solito quando do massima potenza ai deflettori posteriori poi mi devo alzare per aprire le finestre, per cui non so mai come va a finire il sogno! ;-)

Cesca @ 10:33 am
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Erba pignola = Sedum acre

Posted on Mercoledì 22 Giugno 2005

Armata di chiavi dicotomiche parto direttamente dalle Angiosperme (piante con ovuli racchiusi in ovario, da cui il seme), con qualche domanda di riscaldamento: Ok, le mie sono piante con clorofilla, erbacee, terrestri, spontanee, infiorescenza non spiciforme, fiore solitario, senza lattice bianco. Fin qui tutto bene.

Fiori ermafroditi, con involucro distinto in calice e corolla, corolla dialipetala, ovaio manifestamente supero, corolla regolare, mai speronata, piu’ ovai nello stesso fiore, foglie carnose e arrivo alla famiglia delle Crassulaceae.
Non e’ vero grasso il loro. Si tratta di ritenzione di liquidi (come la cellulite, ma allora perche’ non si chiamano “Piante Cellulitiche”???)
Sara’ per cameratismo ma mi stanno davvero simpatiche. Proseguo coi bivi.

5 sepali, altrettanti petali liberi, stami in numero non determinabile (fiore secco), ovai 5. genere Sedum. Siamo vicini. Dribblo l’erba di San Giovanni, che appartiene allo stesso genere (Bella coincidenza, vero?), e vado avanti.

Foglie cilindriche, con getti sterili e striscianti, fogliosi verso l’apice e formanti un cespuglio, fiori gialli, foglie senza sperone, petali lanceolato acuminati, lunghi oltre il doppio del calice, patenti a stella, alta fino a 15 cm. Sedum acre L. detto volgarmente Erba pignola.

WOW! Ci avevo preso!!! Yuuuuppy! :-) :-) ;-)

Che esperienza ringiovanente fare una cosa che non facevo da almeno 6 anni!
Voi che cosa facevate 6 anni fa che adesso non fate piu’?
Se vi ci metteste adesso ce la fareste ancora?
Daaai, provate e fatemi sapere! ;-)

Cesca @ 10:05 am
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Solstizio d’estate

Posted on Martedì 21 Giugno 2005

E pure con la luna piena! Evvaiiii!

La cosa divertente dell’abitare a Nord e’ che in questa stagione il sole sorge e tramonta in punti molto vicini tra loro. Ho visto i primi raggi del sole entrarmi in casa dalle stesse finestre illuminate al tramonto. Ovviamente il cielo e’ coperto. Per cui stasera probabilmente ci sara’ poco da star fuori (anche perche’ questa e’ la notte piu’ corta dell’anno!)

La cosa buffa della Notte di Mezza Estate e’ che il calendario liturgico la festeggia fra tre giorni (il 24, San Giovanni).
In tutta Europa ci sono tradizioni legate al fuoco (Celtiche, in onore di Balenos) e si usa accendere grandi fuochi attorno a cui festeggiare.
In Friuli si lanciavano giu’ dalle colline delle rotelle di legno incendiate (Ciadulis) dedicandole alle ragazze del paese e al loro (da quel momento non piu’ segreto) moroso.

Altre tradizioni, come quella di rotolarsi nudi nei prati per beneficiare delle virtu’ della rigiada, non sono piu’ molto praticate. (O forse la gente adesso non ha bisogno di scuse mediche! ;-) )

Se siete interessati a fare qualcosa di “solstizioso” in queste notti vi consiglio il sito www.trigallia.com e quello di www.celticworld.it con tutti gli appuntamenti!

Cesca @ 12:08 pm
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La matta sul tetto che scotta

Posted on Lunedì 20 Giugno 2005

Ho provato a determinare le piante che abbiamo sul tetto, ma non ho resistito abbastanza a lungo.
Il tetto ustiona. Mi sono cotta le piante dei piedi e sono corsa di sotto dopo 3 minuti scarsi dopo aver provato ad applicare la danza dell’iguana senza successo. (Le iguane appoggiano al suolo solo due delle loro quattro zampe quando il suolo scotta, alternandole di frequente, per dar tempo alle altre due di raffreddarsi.)

Pianta grassa sul mio tetto.

Ho provato a giocare d’astuzia. Ho portato di sopra due bottiglie di acqua fredda che ho rovesciato per terra per rendere il tetto calpestabile, ma non e’ servito a nulla. L’acqua e’ evaporta subito e il calore e’ rimasto.

Ho provato a sedermi sulla ringhiera di metallo (incredibilmente piu’ fresca delle piastrelle di cemento), ma non avevo piante abbastanza vicine da osservare (e non mi andava di strappare pezzi solo per guardarli da vicino!).

Il tetto e’ troppo sporco per sedersi su un asciugamano. Di mettermi le scarpe con questo caldo non se ne parla. Non ho ancora comprato un paio di scarpe estive e quelle di cuoio sono una piccola tortura. ;-)
Salire le scale con le ciabatte non e’ sicuro, riuscire a lanciarle di sopra attraverso la botola e’ abbastanza improbabile e alla fine mi sono stufata di fare su e giu’ mille volte per trasportare libri, lenti, pinzette, bottiglie e ciabatte.

Tornero’ di sopra stasera, quando fara’ meno caldo, e domani saprete il nome della specie colonizzatrice (fremete tutti dall’impazienza, vero? ! :-) )

PS
Per me e’ un Sedum acre… vediamo se ci prendo a occhio!

Cesca @ 3:52 pm
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Fiori sul tetto

Posted on Domenica 19 Giugno 2005

Ci sta fiorendo il tetto!

Alcune piante pioniere stanno colonizzando il nostro tetto. L’ambiente e’ difficile: grandi escursioni termiche, poca terra tra i sassi, acqua che quando piove ruscella via subito. In pratica le stesse condizioni che ci sono sulle pietraie in montagna.
Ecco perche’ le piante che ci sono nate e sopravvisuute fin’ora sono equipaggiate per resistere a questi stress: portamento compatto (per mantenere la propria temperatura), foglie succulente (per conservare l’acqua), ciclo di vita pluriennale (non basta una corta estate per germinare, fiorire e fruttificare).

Un tetto, da queste parti, ha una escursione termica notevole dovuta alla capacita’ termica dei materiali usati in edilizia: va da -30* d’inverno a +80^ d’estate. Per confronto, il prato vicino casa che e’ esposto allo stesso identico clima, grazie alla diversa capacita’ assorbente di terra ed erba, va solo da -5* a +25^. (dati calcolati in Germania, da Optigrun)

Capirete che sia una cosa furba avere delle piante sul tetto, specie se la tua camera da letto e’ pochi centimetri li’ sotto.
Olte al confort c’e’ da considerare il risparmio energetico (si spende meno e si inquina meno!)

Il nostro tetto e’ gia’ piatto e gia’ isolato. Al momento e’ coperto di pietrisco, per cui aggiungere il peso delle piante (a cui non serve uno strato di terra) non mette a rischio la solidita’ della casa.
Non mi servono lavori di ristrutturazione particolari. :-)

Il mio progetto per l’estate e’ di assecondare la natura, aiutando l’opera di colonizzazione del tetto:
1) scoprire quali sono le specie e le varieta’ locali di sedum e simili (per non inquinare di semi transgenici la flora spontanea)
2) scoprire dove comprarle (il giardino botanico dell’universita’ le ha, ma sono carissime!)
3) piantare tutto sul tetto e aspettare che fiorisca il mio giardino pensile.

Basta poco per essere felici: una casa piena di libri, un giardino pieno di fiori e affetti con cui goderseli!

Cesca @ 8:20 am
Archiviato in: Famiglia sostenibile and Natura, piante ed animali