Posted on Martedì 31 Maggio 2005
Ieri sera non riuscivo ad addormentarmi e tra le altre cose pensavo e ripensavo ai fiori di sambuco in ammollo davanti alla finestra della cucina.
Ad un certo punto una timida vocina, forse la mia coscienza naturalista non ancora del tutto atrofizzata, e’ riuscita a farsi sentire e mi ha insinuato il dubbio che stessi facendo una ca##ata.
Acqua + sostanza organica + luce + esposizione all’atmosfera = contaminazione biologica, sviluppo di ecosistemi pionieri ed eutrofizzazione. Dopotutto i rotiferi, dopo le chiocciole, sono i miei secondi animali preferiti!
Ok, ok, traduco in linguaggio comprensibile: altro che spumante di sambuco, stavo producendo marciumi dall’olezzo potenzialmente mortale!
Provate a dimenticarvi un paio di foglie di insalata nell’acqua, all’aria aperta, per due o tre giorni e poi guardateci dentro con un microscopio. Ci sara’ vita la’ dentro!
La lezione di Pasteur e’ famosa: lasciate una tazza di brodo all’aria e ci crescera’ dentro di tutto; sigillatela e restera’ tale e quale.
Alla fine ho deciso di applicare un pochino di logica alla ricetta (e non credo che mi fidero’ piu’ a cervello spento di quello che trovo su Internet o che mi dicono le amiche).
Prima di tutto ho aggiunto una discreta quantita’ di zucchero (la ricetta diceva di farlo dopo una settimana) per sfruttarne il potere conservante. Ok, non sara’ dietetico, ma e’ meglio esagerare con lo zucchero che con le muffe!
Poi, tanto per sicurezza, ho messo il tutto a bollire per 3/4 d’ora.
E vediamo adesso chi ha il coraggio di sguazzare nel mio beverone!








