Posted on Venerdì 21 Gennaio 2005
Ci siamo trovati una sera a cena con un po’ di gente della messa in inglese per discutere su come facciamo la spesa e capire se le nostre scelte hanno un effetto sul resto del mondo.
Questo dovrebbe essere il primo di una serie di cene a tema. Si mangia insieme e si discute su argomenti sparsi.
Per prima cosa abbiamo ristretto la discussione agli alimentari e assegnato delle priorita’ ai criteri con cui li scegliamo:
| Criterio | Punteggio |
|---|---|
| miglior prezzo | |
| migliore qualita’ | |
| migliore presentazione | |
| abitudine | |
| marca | |
| vicinanza del negozio | |
| biologicita’ | |
| commercio equo | |
| dieta/salute | |
| gia’ pronto | X |
| di moda | X X |
| boicotta | X |
motivo di scelta
X = motivo per non scegliere o ultimo nella scala delle priorita’
(8 persone con 3 smile
e una X a testa)
Di ogni criterio abbiamo cercato di trovare pro e contro; (senza riuscirci per tutti perche’ la conversazione si e’ fatta interessante e vivace, trascinandoci via dalla traccia).
Abbiamo cercato di prendere coscienza di i non avevamo mai prestato troppa attenzione: io, ad esempio, compro sempre la stessa marca di detersivo per superfici o di crema da giorno che si usava dai miei genitori, senza badare a quanto bene funzionino, a quanto costino o a quanto siano ecologici. Idem per le verdure, se non avessimo l’abbonamento alle verdure di Odin probabilmente avremmo continuato a mangiare sempre e solo quelle a cui eravamo abituati.
Molti di noi, venendo a vivere qui, hanno dovuto modificare le proprie abitudini perche’ le marche sono diverse, i negozi sono diversi e le necessita’ della famiglia sono diverse. Siamo stati costretti a fare una nuova analisi di mercato prima di ricominciare con nuove abitudini.
Effettivamente costa troppa fatica continuare ad aggiornare le scelte, ogni volta che si va a fare la spesa, pero’, una volta ogni tanto, farebbe bene rivedere le scelte e non fidarsi troppo delle abitudini!
Alla fine sono rimaste senza risposta alcune domande, su cui ci siamo impegnati a indgare:
- Quanto spendiamo al mese in cibo?
- Quanto costa in piu’ il cibo biologico rispetto al non biologico?
- Il commercio equo e solidale e’ davvero tale? Che garanzie abbiamo?
- Acquistando di preferenza prodotti del commercio equo si creano svantaggi per altri produttori “innocenti e bisognosi”?
- Come possiamo ottimizzare la discussione per evitare di perderci in particolari secondari? Alcuni di noi alla fine si sono sentiti “frustrati” perche’ non sono riusciti a difendere adeguatametne il proprio punti di vista. E’ solo una questione di lingua (era tutto in inglese) o abbiamo bisogno di un moderatore?
Io e Francesco abbiamo deciso di segnare tutte le spese in un foglio di calcolo e prossimamente vi faremo sapere come va.
Doei!
Cesca





