Giovedì, 29 Mag 2008

Allora picchiateci tutti

Discutevamo con un amico a cena di quanto sia facile essere picchiati oggi. Il problema sicurezza non sono gli stranieri, ma le nostrane teste calde che pensano (pensano?) di risolvere i problemi a randellate.

Cosa risolve una randellata? Fa male a chi la subisce, degrada moralmente chi la infligge, crea attenzione sul problema e aggrega simpatia per chi la riceve. Ecco, cari randellatori, avete fatto in modo che in una persona come me la simpatia per le vittime salisse.

Pensate davvero che in un Paese come l’Italia che ha bisogno di mano d’opera straniera spariranno mai gli stranieri? Pensate che picchiare un omosessuale o una donna vi renda più virili? Pensate che a suon di randellate farete cambiare idea politica a qualcuno? Pensate che urlare muro contro muro convincerà i diversi ad uniformarsi?

Cari randellatori, immagino che voi sentiate disagio per la presenza di alcune persone almeno tanto quanto ne sento io pensando alla vostra esistenza. Mi fate paura, ma non abbastanza da farmi stare zitta, anzi, mi fate venir voglia di scrivere.

Ho cercato di mettermi nei vostri panni e immagino (correggetemi se sbaglio) che troviate più eccitante randellare o progettare una randellata che autoanalizzarvi per capire quale vostro bisogno non e’ soddisfatto. Quale vostra insicurezza vi porta a trovare un capro espiatorio. Da dove viene la noia che vi spinge a drogarvi di adrenalina in questo modo. Io non lo so, voi forse si.

Impugnando il randello avete allontanato la soluzione del vostro problema e avete spinto una ragazza come me a prendere posizione. Non contro di voi, ma verso di voi. Sono qui, sono pronta ad essere randellata anche io, ma sono anche pronta ad ascoltarvi, se volete parlare, e a trovare un modo senza randello per portare alla luce i vostri problemi.

PS, Se non vi va di parlare potete anche scegliere tra vari il motivo per randellarmi: sono donna, sono fuori moda, sono convinta che possiamo fare a meno del nucleare, sono migrante.


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