Venerdì, 30 Ott 2009
Scrive dialoghi come i miei, con le cose che le capitano nella vita professionale e usa acronimi per i personaggi proprio come faccio io.
Viviamo in trincee opposte: per lei, che lavora al secondo piano di una casa editrice, io sono una probabile fonte di fastidio. Per me, che faccio parte del mucchio degli scrittori emergenti, lei e’ una probabile fonte di frustrazione.
Mentre leggevo il suo blog (ci sono rimasta incollata per un paio d’ore) ho passato varie fasi:
1) l’ho detestata: sono invidiosa perché lei viene pagata per leggere in poche ore quello che noi emergenti scriviamo gratis in mesi di lavoro;
2) ho provato a farle le pulci: ma ho smesso subito, ero troppo interessata a quello che scriveva per concentrarmi sul come lo scriveva;
3) l’ho ammirata: mi piace come scrive e ho collezionato consigli utili.
Alla fine ho capito che l’ansia di eternità colpisce indistintamente: gli scrittori scrivono, i blogger bloggano e le case editrici, per placare la loro ansia, cercano di restare economicamente in attivo.






Ottobre 31st, 2009 at 8:13 am
Anzitutto grazie (un paio d’ore? Diomio!) E poi no, non sei una fonte di fastidio; ancora oggi, dopo tanti anni, per me l’”apertura” di un manoscritto è un momento pieno di speranza. Purtroppo la speranza viene spesso disattesa e allora, anche per superare la delusione, “butto fuori” sul blog le cose più divertenti o più tristi, quelle sbagliate o quelle assurde. Inoltre, sì, le CE sono attraversate dall’ansia, ma non per un desiderio di eternità: lo sono perché è difficile, difficilissimo “restare economicamente in attivo”, come dici tu…