Martedì, 4 Ago 2009

La prima caccia selvaggia - AD 1370

To all soulmates in Changeling the dreaming, from a starving grump in Unseelie mood.

Un sottile senso di attesa serpeggiava nella contea all’avvicinarsi del giorno della grande cavalcata delle fate. I nobili di corte avevano abbandonato il regno della Gente Alta l’anno prima e nelle scuderie del palazzo non vi erano più stalloni da bardare per l’occasione. Tutti sapevano che iniziare l’anno senza percorrere al galoppo l’intera contea avrebbe portato male, ma nessuno sapeva far altro che contare e ricontare le ore che ancora mancavano all’appuntamento.

Tra i tavoli della Vecchia Gallina, la taverna del paese, girava voce che si sarebbe dovuta organizzare comunque una galoppata. Si sarebbero dovute riunire tutte le cavalcature disponibili, prendendole anche a prestito dalla Gente Alta se necessario, pur di correre tutta la notte. Gli elfi avrebbero montato i cavalli, gli gnomi sarebbero saliti su cani e capre, mentre tutti coloro dotati di ali avrebbero volteggiato con delle piccole torce intrecciando ghirlande di luce intorno al corteo.

Al posto dei campanellini d’argento delle bardature dei cavalli dei nobili usarono campanacci da vacca, invece dei trombettieri di corte si presentarono dei suonatori di corno e furono gli gnomi del focolare a procurare pentole e coperchi per far fare musica a tutti gli altri.
L’eccitazione cresceva, insieme al desiderio di rivalsa nei confronti della Gente Alta, che con la propria banalità e grettezza aveva reso la loro terra inospitale per buona parte del Piccolo Popolo.

Iniziarono a radunarsi al tramonto e quando partirono, allo scoccare della mezzanotte, il corteo era composto da qualche decina di fate raminghe. Man mano che attraversavano boschi e paesi la schiera si gonfiò, annunciando il suo passaggio con scalpitii, ululati e stridii sovrannaturali che fecero rintanare in casa anche i più increduli mortali e ne facevano uscire tutti quelli del Piccolo Popolo che dopo la dipartita dei nobili si erano nascosti e dispersi per sopravvivere.

All’alba, quando si dispersero, erano centinaia. Fieri di aver fatto tremare la Gente Alta nelle loro case, fieri di essersi organizzati da soli, fieri di non essere più reietti sciolti. Si diedero appuntamento per l’anno seguente. Era finito il tempo delle cavalcate delle fate, era iniziato quello della caccia selvaggia.


4 Responses to “La prima caccia selvaggia - AD 1370”

  1. Alfa Says:

    Molto bella questa storia. E’ una leggenda o è una tua invenzione?

  2. Cesca Says:

    E’ uno dei racconti dell’ultimo libro che sto scrivendo “La Contea del Verbano Occidentale”. La Vecchia Gallina si trovava dove, fino a qualche anno fa, c’era l’Antico Gallo ad Arona.

    :D

  3. Cesca Says:

    Questo racconto partecipa al concorso “Racconta il tuo mistero 2009″ bandito da Il Lago dei Misteri.

  4. Alfa Says:

    Benissimo!
    ti chiedo solo un piccolo aiuto. Mi confermi che i racconti che hai iscritto finora sono questo e http://www.gnomi.org/perche-se-ne-vanno-se-regali-loro-un-vestito ?
    Grazie!

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