Fastweb molesta gli abbonati con le offerte commerciali

Ogni mese riceviamo una telefonata in cui fastweb ci chiede se vogliamo fare un contratto con loro per la telefonia mobile.
Ogni mese gli dico che no, non vogliamo e chiedo che ci cancellino dalle loro liste di clienti da scoglionare.
Ogni mese mi promettono che lo faranno e il mese dopo richiamano sempre con la stessa offerta.

Hanno superato la soglia di sopportazione e quindi, da oggi, ogni giorno scriverò da qualche parte nel web che il loro comportamento e’ scorretto, molesto e indisponente.

Fastweb, se ci tieni alla tua reputazione on line, piantala con questa pubblicità indesiderata.

Vorrei cambiare il profilo al webmaster di www.comune.milano.it

Per fare i documenti on line col comune di Milano devi registrarti e ci sono due livelli, lucchetto giallo e lucchetto rosso.

Alla pagina del TARSU ci sono solo lucchetti rossi e per fare una operazione da lucchetto rosso devi:

1) compilare un modulo on line,
2) stamparlo,
3) spedirlo via fax insieme alla fotocopia di un documento,
4) aspettare un paio di giorni che ti mandino un pin via mail,
5) collegarti la seconda volta al sito del comune, compilare un secondo modulo (con gli stessi dati di prima + il pin),
6) ricevere la mail di conferma con cui attivare l’account.

A questo punto provi ad accedere al servizio per comunicare una variazione e ti negano l’accesso.

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Battute da Casa Editrice

Mail della Ragazza coi capelli bianchi: “Quante battute deve essere lungo lo scritto che devo inviarvi?”.

Risposta: “Circa x righe scritte in Word, col Times New Roman.”.

La ragazza coi capelli bianchi sospira incredula rileggendo la mail e scuote la testa prima di emettere un borbottio intervallato da sbuffi: “Se chiedo un numero usando una unità di misura standard, vorrei che mi rispondessero con un numero. Chiedo troppo?”. Rimette le mani sulla tastiera e prova ad essere più specifica.

“Quanti centimetri sono larghi i margini del vostro testo? Quanti pixel sono grandi i vostri caratteri? Senza questi dati in una riga di word possono starci da una a quaranta parole.”

Non e’ tanto questione di analfabetismo informatico, il problema lo ha creato il pacchetto MS Office preinstallato a oltranza.

Un bel respiro profondo…

Prendete una salsiccia e annodatela.
Non un wurstel, ho detto una salsiccia.
Ok, vedo che non riuscite ad annodarla. Tenetela comunque in posizione per 10 secondi.

Quando scatta il terzo secondo dite alla salsiccia “fai un bel respiro profondo e goditi la posizione”.

Ecco, la mia insegnante di yoga ieri sera mi esortava a respirare, ma non sono riuscita a farmi uscire i polmoni da sotto le ascelle per farlo. Mi scappava da ridere, ma non avevo fiato per farlo. Ho resistito solo pensando “questa la devo bloggare domattina”.

Che tristezza il quiz della prova del cuoco

Il gioco comincia con una domanda semplice di cultura alimentare.
La telefonata per partecipare costa un euro.
Non serve sapere la risposta, vinci (acquisti) comunque un messaggio registrato con del gossip sul programma.

Ora, visto che e’ inutile grondare nostalgia per quando si vincevano soldi rispondendo a domande di cultura, senza cercare la risposta su internet, proviamo ad analizzare la strategia del call game:

Voglio vendere aria fritta, ma la gente non vuole comprarla.
(chi pagherebbe un euro per sapere quante padelle ci sono negli studi?)

Allora faccio credere alla gente di poter vincere qualcosa, battendo sul tempo gli altri concorrenti. Per farlo devo coltivare una speranza in un campo concimato da anni e anni di telequiz. Avete notato quanto sono idiote le domande? Fa piangere di più l’aglio o la cipolla? La so! La so! La so! Prendi il telefono e chiama!

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Concordanza di genere e caso

Egregio,

Vi scrivo dopo avervi cercato telefonicamente, per informarvi che in seguito all’approvazione in “senato” del decreto legge che, prevede l’obbligo per i Bar, Mense, Ristoranti e hotel, di dare al cliente il servizio dell’etilometro. Crediamo sia possibile una collaborazione per poter offrire ai vostri associati un rapida ed interessante soluzione.

  1. Allora, ciccino, se vuoi farmi credere di conoscermi, prenditi almeno la briga di darmi della donna e non apostrofarmi al maschile.
  2. Dopo la virgola non si mette la maiuscola.
  3. Se apri con Egregio mantieni la terza singolare, non passare al Voi. Se decidi di scrivere dandomi del Voi maiuscolo, mantieni la maiuscola fino ai saluti finali.
  4. Senato andrebbe maiuscolo, non tra virgolette.
  5. Non si mette la virgola tra soggetto e verbo, anche quando il soggetto e’ un pronome relativo.
  6. Se usi l’articolo (i) per il primo punto di un elenco, usalo per tutti.
  7. Bar, Mense e Ristoranti non hanno bisogno della maiuscola, proprio come hotel.
  8. L’etilometro e’ uno strumento, non un servizio.
  9. Un e’ un articolo maschile mentre soluzione e’ un sostantivo femminile.
  10. Hai aperto una subordinata (in seguito…) senza chiudere la frase.
  11. Hai iniziato in prima persona singolare (vi scrivo) e finito con la prima plurale (Crediamo).

Se davvero avessi provato a telefonarmi, ti avrei detto che la tua proposta e’ da bocciare. Tu avresti dovuto essere bocciato direttamente in terza elementare.

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Nota per addetti spammer

Caro addetto stampa, ti spiacerebbe mettere un pochino di ordine nella tua rubrica di indirizzi ed evitare di mandarmi roba che sicuramente non pubblicherò?

Chiediti che senso ha mandare il programma di “Un festival itinerante che tocca tutti i generi dello spettacolo: la musica, il teatro, la danza, la lirica…” al mio blog che tratta di ambiente, per giunta all’indirizzo dedicato ad una gara internazionale di barche fotovoltaiche.

Ripeto l’invito anche al tuo collega, che ci propone una manifestazione che “esplora le terre di confine tra letteratura e teatro, proponendo testimoni e studiosi della narrazione e dei suoi legami con l’oralità,…”

Ospedali e speculazioni vecchie di secoli

Mi sono fatta raccontare la storia delle lenzuola d’oro del Trivulzio (la scintilla che ha fatto esplodere tangentopoli a Milano) da una persona che lavorava li al momento dei fatti. Ho scoperto che l’ospedale eredita le case dei vecchi che vi sono ricoverati, come pagamento della retta. Fare “carità” genera patrimonio immobiliare.

Ho poi scoperto che il Pio Albergo era già in esercizio quando Clemente V (nel 1312) condanno’, con espressioni molto dure, la miseranda situazione degli ospedali, retti quasi esclusivamente da religiosi, ma in cui gli interventi dei laici avevano condotto alla dispersione dei beni che avrebbero dovuto consentirne il sostentamento. La costituzione emanata dal papa per sanare gli abusi di ogni genere commessi nei confronti dei poveri (la cui assistenza spettava in quell’epoca agli ospedali) fu poi introdotta nel Corpus Juris Canonici.

Il bicchiere mezzo pieno

Ama chi sei e nessuno sarà mai come te.
Se mi odiassi mi copierebbero tutti?

Non capisco la pubblicità. Oggi, in particolare, non capisco quella del bicchiere mezzo pieno.

Non capisco che differenza faccia la marca dell’acqua rispetto al fatto che uno lo veda mezzo pieno o mezzo vuoto. Altra domanda: le bollicine vanno incluse nel pieno o nel vuoto?

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