Di tutto, di piu'

Mercoledì, 4 Nov 2009

nanowrimo 4/50

Dopo le prime 4mila parole di questo nanowrimo posso dirvi che:
due draghi su tre stanno bene (uno e’ ferito e legato, uno ha mangiato e dorme, uno non so ancora chi sia, quindi per ora e’ salvo);
due protagonisti su quattro stanno bene (due li ho lasciati in una classica grotta assediata da lupi, due stanno al calduccio del loro castello, macchinando piani diabolici).

Rispetto a Gnomi2, in questo libro sto cercando di:

  • “mostrare invece di raccontare” (niente sparate come quella di Rico che racconta il passato di Stefania);
  • evitare personaggi autobiografici o ispirati a conoscenti. Gnomi2 serviva a sfogarmi, mi sono tolta lo sfizio e ora posso raccontare storie godibili da chiunque;
  • chiudere i capitoli in stile “riusciranno i nostri eroi a…?” invece di “si rimboccò le coperte e dormì felice e contento”;
  • fare brainstorming con altri scrittori e ho già trovato alcune ragazze interessanti (e domani prevedo picco di iscrizioni al nanowrimo da parte di amici single) ;)

PS, cercando ispirazione in un sito di nomi ho scoperto che Maria deriva da un nome ebraico che potrebbe significare “mare di amarezza” oppure “ribellione”.

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Martedì, 3 Nov 2009

Requiem per Claude Lévi-Strauss

E’ morto Claude Lévi-Strauss, l’antropologo che insieme a Jakobson (linguista) ha inventato lo strutturalismo.
Lo strutturalismo e’ (perdonate la banalizzazione) l’interpretazione della cultura come visione simbolica del mondo. Faccio un esempio classico: tutti i pozzi sono buchi che rappresentano il buco e tutti gli obelischi sono il naturale riempitivo del buco.

Comunque, facili battute a parte, l’analisi delle fiabe di Vladimir Propp su cui ho basato il mio ultimo libro si basa proprio sullo strutturalismo di Lévi-Strauss. Lévi-Strauss e’ andato a cercare i mitemi, ovvero i componenti universali dei miti, comuni in culture anche molto distanti tra loro e Propp ha applicato lo stesso metodo alle fiabe russe, scoprendone gli elementi invarianti.

Nonostante io propenda più per il materialismo culturale che per lo strutturalismo (ragioni genetiche mi impediscono di prendere in considerazione il marxismo antropologico) sento di avere un debito di riconoscenza verso Lévi-Strauss.

(Scusate il post un po’ criptico, da domani torno a parlare come mangio).

(dis)informazione?

Venerdì, 30 Ott 2009

Scrittori ed editori con l’ansia di eternità

Scrive dialoghi come i miei, con le cose che le capitano nella vita professionale e usa acronimi per i personaggi proprio come faccio io.

Viviamo in trincee opposte: per lei, che lavora al secondo piano di una casa editrice, io sono una probabile fonte di fastidio. Per me, che faccio parte del mucchio degli scrittori emergenti, lei e’ una probabile fonte di frustrazione.

(continua…)

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Mercoledì, 28 Ott 2009

Quarta di copertina

C’era un tempo in cui draghi vivevano liberamente ed allevarli non era illegale.
Quel tempo finì l’anno scorso, appena prima che le nostre uova si schiudessero.

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Anche a voi capita di iniziare a scrivere un libro dalla quarta di copertina?

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Mercoledì, 28 Ott 2009

Il punto di vista Euleriano

(postilla stilistica ad Avventure sotterranee per Gnomi di caverna)

Narrare una storia è come descrivere lo scorrere delle acque di un fiume. Generalmente si adotta un punto di vista Lagrangiano, ovvero si segue il moto di una particella e se ne misurano le forze che ne determinano la posizione. Immaginate una foglia portata dalla corrente e fatela sballottare un po’ usando gli ostacoli lungo il percorso e quello che vi ricordate di fluidodinamica. Ora sostituite la foglia galleggiante con un personaggio e sostituite la corrente d’acqua con un fiume di parole. Le forze esterne agiranno sul vostro personaggio e lui risponderà alle provocazioni. Otterrete la storia narrata dal punto di vista del personaggio, dall’inizio alla fine.

Quello che vorrebbe fare Andrea è diverso. Lui vuole tirare i remi in barca, sedersi lungo la riva del fiume e guardare la corrente fluire; non con l’atteggiamento di chi aspetta che passi il cadavere del suo nemico, ma con la pazienza e la preparazione di un pescatore. Andrea vuole guardare le storie da un punto di vista Euleriano. Ad Andrea non interessano le singole particelle (i singoli eroi), a lui interessa che gli passino davanti. A lui interessano il flusso, la densità e la velocità con cui gli eroi vanno in cerca di avventure.

Scrivere un libro adottando il punto di vista Euleriano è una sfida piuttosto divertente, che mi riservo di approfondire con il seguito delle avventure di Andrea e Gudrun. Per ora mi sono limitata ad usare un narratore onnisciente (invece di mostrare gli eventi in prima persona, ovvero dalla prospettiva di uno dei personaggi) anche per facilitare l’adozione di questo punto di vista da parte del lettore.

(dis)informazione?

Lunedì, 26 Ott 2009

Chi non fa non falla

Io ho fatto e ho fallato (nel senso che il libro fa acqua). :D
Ogni volta che rileggo il mio ultimo libro/primo romanzo finisce che ne riscrivo un pezzo. Stimando che l’ho riletto almeno una volta a settimana negli ultimi tre mesi, direi che se siete stati tra i primi a riceverlo, potreste non riconoscere l’ultima versione, con 20 pagine in più.

Mi sono accorta di cose come:

  • non ho descritto un personaggio (il fatto che resti sempre nell’ombra non gli impedisce di avere una faccia),
  • ci sono errori di tipo cinematografico con un libro che in una scena deve essere ancora preso e nell’inquadratura seguente e’ già stato restituito alla biblioteca,
  • ci sono maiuscole impazzite sparse ovunque in mezzo ai dialoghi,
  • Gudrun dice cose troppo intelligenti per la sua età.

Ora, se hai letto “avventure sotterranee per gnomi di caverna” e non mi hai fatto notare questi errori per gentilezza, sappi che apprezzo il pensiero, ma apprezzo anche la sincerità. Quindi, please, scrivimi una lettera anonima e dimmi anche tutto quello che pensi possa essermi sfuggito! :)

PS, per fortuna che non l’ho mandato a Gamberetta di Gamberi Fantasy, altrimenti mi sarei presa una bella mole (un numero di Avogadro) di pesci in faccia. Quella non perdonerebbe nemmeno a Dante di essere svenuto al momento di passare di livello per non doversi inventare un meccanismo credibile.

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Venerdì, 23 Ott 2009

Scarponi, ancora scarponi poi basta

lo scatolone con i volantini e’ sparito dall’ufficio.
Le scuole aspettano i volantini, ma la persona (A) che tiene aperto il centro visite la domenica li ha dati tutti (senza avvisarmi) ad una persona (B) che ne avrebbe dovuti prendere solo un mazzetto. La persona B inizia una distribuzione personale senza dirci dove li porta.

Dopo tre giorni di indagini riusciamo a recuperare lo scatolone con i rimasugli, che passa di mano in mano fino a tornare in ufficio, da cui rimbalza per intero al circolo didattico (che ne doveva ricevere molti meno). La persona C che lo ha portato al circolo didattico avrebbe dovuto chiamarmi ma non lo ha fatto. Risultato: alcune scuole hanno i volantini doppi e a noi mancano.

(continua…)

(dis)informazione?

Mercoledì, 21 Ott 2009

Il telefono, questo sconosciuto

Scaricabarile al telefono (Sat): Non riesco a trovare delle informazioni, mi aiuti?
PR coi capelli bianchi (PRccb): Non sarebbe il mio lavoro, ma se posso… che cosa ti serve?
Sat: Informazioni turistiche che non trovo on line.

PRccb: Hai provato a telefonare?
Sat: Si, ma non mi rispondono.

PRccb: A chi hai telefonato?
Sat: Ai miei colleghi in zona.

PRccb: Non hai telefonato ai comuni, alle cooperative di accompagnatori, alle guide turistiche, agli uffici di informazione turistica, alle scuole alberghiere, alle associazioni locali?
Sat: No.

La PRccb si sta chiedendo se la Sat sia ingenua o furba. Visto che sono state fatte pressioni sulla PRccb tali per cui la medesima farà il lavoro della Sat, la risposta esatta ha buone probabilità di essere la seconda.